19) Feuerbach. Sulla figura di Cristo.
L'interpretazione che Feuerbach d della figura di Cristo  che
egli apparentemente rappresenta la certezza che Dio  come il
cuore umano lo desidera e se lo raffigura. Ma in realt egli
rivela che Dio non  altro che l'essere dell'uomo..
L. Feuerbach, L'essenza del cristianesimo (vedi manuale pagine 12-
16).
Cristo  Dio che si  fatto conoscere di persona, Cristo  perci
la beata certezza che Dio esiste e che  cos come il cuore vuole,
come il cuore ha bisogno che sia. Dio come oggetto della preghiera
 certamente gi un essere umano, poich prende parte alla miseria
dell'uomo ed esaudisce desideri umani, ma pure non  ancora
oggettivato dalla coscienza religiosa come uomo reale. Soltanto in
Cristo perci si realizza il supremo desiderio della religione, si
rivela il mistero del sentimento religioso: si rivela per nel
caratteristico linguaggio allegorico della religione. In Cristo
infatti si fa manifesto l'essere di Dio. A questo riguardo si ha
il pieno diritto di definire la religione cristiana la religione
assoluta, perfetta. Che Dio, che in s non  altro che l'essere
dell'uomo, venga anche a realizzarsi come tale, venga oggettivato
come uomo,  la meta della religione. E la religione cristiana la
raggiunse nell'incarnazione di Dio, che non  affatto un atto
transitorio, poich Cristo continua a rimanere uomo anche dopo la
sua ascesa al cielo, uomo nel cuore e nella figura, con la sola
differenza che ora il suo corpo non  pi un corpo terreno,
soggetto alla sofferenza.
L. Feuerbach, L'essenza del cristianesimo, Feltrinelli, Milano,
1971, pagine 158-159.
